DI Matteo Landi

Febbraio 7, 2020

Come creare l'abitudine alla felicità

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“Voglio solo essere felice” è una risposta comune, quando chiedi alle persone i loro obiettivi nella vita.

Nella maggior parte dei casi, questa è una scusa per non pensare seriamente ai propri obiettivi.

Pensaci un attimo.

È più facile rifugiarsi in un’area vaga e indefinibile, rispetto a una specifica e misurabile.

Così non puoi fallire e sentirti un perdente.

La buona notizia è che esiste un approccio pratico alla felicità.

E per felicità intendo quella che il dottor John A. Schindler definisce come

uno stato mentale nel quale i nostri pensieri sono piacevoli per la maggior parte del tempo.

La felicità è una buona medicina

Tutti pensiamo meglio, performiamo meglio, ci sentiamo meglio e stiamo meglio quando siamo felici. 

La cosa che devi ricordarti è che la felicità è un’abitudine mentale che va praticata ogni giorno, indipendentemente dai problemi della tua vita.

Non può essere il risultato di ciò che ti succede. 

Questo non significa che puoi essere felice al 100% ogni secondo della tua vita, a meno che tu non abbia raggiunto qualche stadio di illuminazione, sconosciuto alle masse.

Puoi però decidere di incanalare la forza delle tue emozioni in sensazioni sotto il tuo controllo.

Definisci le tue sensazioni

L’emozione è una reazione istintiva a ciò che vedi o pensi. 

Invece la sensazione è una questione di interpretazione. 

Non ti è chiaro?

Lascia che ti spieghi.

Spesso leghiamo la nostra infelicità a eventi inattesi che rovinano i nostri piani.

Hai mai visto l’autobus passarti davanti proprio mentre stai arrivando alla fermata? 

Oppure vogliamo parlare dell’incidente che blocca l’autostrada e ti fa arrivare tardi a un appuntamento importante?

Reagiamo sopraffatti dalla rabbia e dall’autocommiserazione.

Ovvero siamo sopraffatti dalla reazione emotiva che si scatena in noi.

Quante volte ci sfiora l’idea che ci siano forze superiori che cospirano contro di noi?

Sì lo so, capita.

Ma tu rifuggi questi pensieri.

Perché una delle cause principali dell’infelicità è proprio il prendere sul personale ciò che personale non è affatto.

Impara a lasciare andare

Come ci ricorda Karl Moore nel suo libro The secret art of self development, noi NON siamo le nostre emozioni.

Noi proviamo le emozioni, certo.

Ma sono solo reazioni passeggere. 

Non definiscono quello che sei.

Ma non solo.

Dal momento che tu non sei le tue emozioni puoi “lasciare andare” le emozioni non desiderate a comando.

Se desideri farlo, inizia con la domanda: 

Posso lasciare andare questa emozione?

Rispondi “Sì” o “No” ad alta voce la prima la prima cosa che ti suggerisce l’inconscio. 

Vanno bene entrambe le risposte.

Quindi rilascia la tensione e lascia andare l’emozione.

Respira mentre lo fai: immagina una porta nell'addome che si apre. Cerca di sentire davvero che la stai lasciando uscire.

Tieni traccia di quale sentimento stai provando. 

Le emozioni sono come cipolle: sono fatte a strati e la rimozione di uno strato a volte ne porta in superficie un altro. 

Se senti che devi ripeterti la domanda continua fino a quando non avrai superato le resistenze interiori o avrai voglia di fermarti.

Questo, semplicemente, è il processo di rilascio di base.

Se ti prendi il tuo tempo e lo fai consapevolmente capirai quanto controllo può darti sulle tue emozioni.

Come si comporta chi ottiene risultati rilevanti

I cosiddetti “high performer”, atleti o imprenditori che ottengono grandi risultati, hanno ben presente quanta differenza fa subire le emozioni o essere padrone delle proprie sensazioni.

A riguardo ti riporto un passaggio tratto dal libro Abitudini per l’alta prestazione di Brendon Burchard, che riassume alla perfezione questo concetto:

Gli high performer riflettono su ciò che vogliono sentire a dispetto delle emozioni che possono emergere, e visualizzano come vogliono sentirsi quando si allontanano da quella stessa situazione a dispetto delle emozioni che possono emergere. Poi esercitano l’autocontrollo per portare a termine le loro intenzioni. [...]
Quando gli atleti con alte prestazioni dicono che stanno cercando di entrare in uno stato di piena concentrazione, intendono dire che usano la loro attenzione cosciente per concentrarsi e sentirsi in uno stato di piena concentrazione.
Essere in questo stato non è un’emozione che semplicemente accade, [...] essere nel “flusso” è una sensazione che si sceglie, che viene richiamata [...] perché abbiamo imparato a esercitare il potere della sensazione volontaria e improvvisamente sentiamo la vita come vogliamo che sia.
[...] Prima di sedervi accanto a vostro figlio per fare con lui i compiti di matematica, chiedetevi: “Che cosa voglio sentire quando aiuto i miei figli? Che sensazione voglio che abbiano di me, dei compiti, della loro vita?” Questo tipo di chiarezza e di intenzione cambierà il vostro modo di vivere.

Io trovo questo passaggio illuminante.

Tutto sta nella tua volontà di plasmare il tuo mondo in funzione della tua visione e dei tuoi valori.

Certo, tutto questo implica un percorso impegnativo.

Improvvisando saltuariamente vai poco lontano, un po’ come l’atleta che non si allena.

Forse ora ti stai chiedendo: 

Ok tutto bello, ma come si allena la mente alla felicità?

Esistono in realtà molte basi di partenza.

Ti faccio un esempio abbastanza famoso.

Puoi iniziare facendo pensieri felici per 10-15 minuti al giorno.

Te lo suggerisce Matthieu Ricard nel suo libro Il gusto di essere felici.

Dedichiamo troppo poco tempo alla cura della nostra mente, alla meditazione e all’allenamento alla felicità.

Ecco perché ti consiglio di prenderti 20 minuti del tuo tempo e guardare questo video.

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Prenditi la responsabilità della tua felicità

L’importante è prendere coscienza che la felicità non è qualcosa che ti capita o che devi aspettarti da altri.

Solo tu puoi decidere la natura dei tuoi pensieri.

Se aspetti il momento favorevole per giustificare i tuoi pensieri positivi potresti attendere in eterno.

Ciò che fa la differenza è su cosa scegli di porre la tua attenzione. 

Possiamo scegliere di essere felici perché scegliamo i nostri pensieri e l’immagine che abbiamo di noi stessi.

Se non entri in questo ordine di idee e continui a dipendere dalle opinioni altrui, difficilmente riuscirai a essere responsabile della tua felicità.

Come installare l’abitudine alla felicità

L’immagine che abbiamo di noi stessi e le nostre abitudini tendono ad andare di pari passo. 

Cambia una e cambierà automaticamente anche l’altra.

Le nostre abitudini sono letteralmente abiti indossati dalle nostre personalità.

Li indossiamo perché ci stanno bene.

Il 95% di ciò che facciamo e sentiamo è legato a un’abitudine.

Quando guidi o vai in bicicletta non devi pensare ogni volta a quello che fai. 

Ormai vai in automatico.

Allo stesso modo le nostre emozioni e convinzioni tendono a diventare un’abitudine.

Le discussioni tra coppie sposate da lunga data o tra soci diventano una consuetudine.

A differenza delle dipendenze, le abitudini possono essere cambiate con una decisione conscia, alla quale segue una pratica del nuovo comportamento.

Ma i partner di lunga data possono decidere di trovare un finale alternativo al loro rapporto di coppia.

Certo, questo richiede pratica costante, perché prima che il nuovo schema di comportamento sia assimilato serve tempo e applicazione.

Ecco un esercizio mentale in 8 passaggi da ripeterti al mattino appena sveglio e praticare ogni giornata (tratto dal libro The new Psycho-Cybernetics di Maxwell Maltz):

  1. Sarò il più allegro possibile.

  2. Sarò più amichevole verso gli altri.

  3. Sarò meno critico e più tollerante nei confronti delle altre persone, riguardo i loro difetti, i loro fallimenti e i loro errori. Cercherò di interpretare nel miglior modo possibile le loro azioni.

  4. Per quanto possibile, agirò come se il successo fosse inevitabile, e come se fossi già il tipo di persona che voglio essere. Mi eserciterò ad agire e a sentirmi come se fossi questa nuova persona. 

  5. Non permetterò alla mia opinione personale di dipingere i fatti in modo pessimista o negativo.

  6. Mi eserciterò a sorridere almeno tre volte durante il giorno.

  7. Indipendentemente da ciò che accade, reagirò nel modo più calmo e intelligente possibile.

  8. Ignorerò completamente tutti gli accadimenti negativi che non posso cambiare.

Prova a mettere in pratica questo mantra per 30 giorni.

Dedicati coscientemente a queste pratiche e verifica se le preoccupazioni e i sensi di colpa diminuiscono, lasciando strada a una maggiore fiducia.

Se vuoi un percorso più completo con esercizi pratici puoi iniziare da qui…

Matteo Landi

Matteo Landi lavora come copywriter e web marketer. Il suo motto? "Perché sei ciò che fai, non ciò che sai."

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